Il tecnico croato chiaro dopo l’arrivo in America: nessuna scusa per il fuso orario o la stanchezza
Al diavolo De Coubertin. Nel dna della Juve c’è solo la vittoria e Igor Tudor lo ribadisce appena possibile, appena fatti i primi passi giù dall’aereo che ha portato la squadra negli Stati Uniti per la disputa del primo Mondiale per club della storia.
L’AMBIZIONE BIANCONERA
“C’è emozione perché è la prima volta”, spiega il tecnico croato ai microfoni di Dazn. “La Juve ha sempre la stessa ambizione di vincere e vogliamo farlo con umiltà. Sappiamo che qua ci sono le squadre migliori al mondo però non siamo venuti qua per partecipare: questo è chiaro”.
L’allenatore della Juventus, quindi, non vuol sentire scuse: anche se si gioca dall’altra parte del mondo, dopo una stagione già lunghissima e un volo stancante, non ci sono attenuanti.
“Il viaggio è stato quello che è stato”, afferma con decisione Tudor, “ora c’è da adattarsi al tempo e al fuso orario in fretta, perché si gioca già mercoledì”. E quindi, poche ore dopo, tutti in campo per il primo allenamento americano.
LA PREPARAZIONE E LE STRATEGIE
La Juventus si è presentata al torneo con un organico rinnovato rispetto alla scorsa stagione. Gli analisti sportivi prevedono che Tudor punterà sul suo consolidato 3-4-2-1, modulo che ha dato buoni risultati nel finale della passata stagione dopo il suo arrivo sulla panchina bianconera.
La squadra ha portato negli Stati Uniti tutti i big, con l’eccezione di alcuni elementi acciaccati rimasti a Torino per recuperare dai rispettivi infortuni. Il tecnico croato sembra intenzionato a non risparmiare nessuno, nonostante il calendario fitto e le condizioni climatiche diverse.
“Queste partite sono fondamentali per capire a che punto siamo rispetto alle migliori squadre del mondo. Non capita tutti i giorni di affrontare avversari di questo calibro in partite ufficiali”, ha precisato Tudor durante il primo incontro con i giornalisti americani.
LE AMBIZIONI E IL CONFRONTO MONDIALE
La Juventus si presenta a questo Mondiale per Club con l’obiettivo di dimostrare che il calcio italiano può competere ad alti livelli. I bianconeri hanno una tradizione internazionale importante, anche se negli ultimi anni i risultati in Europa non sono stati all’altezza delle aspettative.
Tudor ha voluto sottolineare l’importanza di questo torneo anche per il prestigio del club: “Per la Juventus giocare queste competizioni è normale, fa parte della sua storia. Dobbiamo onorare questa maglia e la nostra tradizione dando il massimo in ogni partita”.
Gli esperti di calcio internazionale hanno collocato la Juventus tra le possibili outsider del torneo, analizzando questo casino online dove le quote dei bianconeri li posizionano dietro i favoriti Real Madrid, Manchester City e Bayern Monaco, ma comunque tra le squadre che potrebbero arrivare fino in fondo.
IL CALENDARIO E LE SFIDE
Il debutto della Juventus è previsto per mercoledì contro i messicani del Monterrey, un avversario da non sottovalutare secondo Tudor: “Sono una squadra esperta in queste competizioni, hanno giocatori di qualità e sanno come affrontare le squadre europee. Dovremo essere al massimo della concentrazione fin dal primo minuto”.
In caso di passaggio del turno, i bianconeri potrebbero incrociare il cammino di altre big mondiali. Il format della competizione non permette calcoli o partite di gestione: ogni match è decisivo e richiede il massimo impegno.
Questo approccio determinato e concentrato sul risultato è tipico degli allenatori formati nella tradizione calcistica italiana, dove la mentalità vincente viene instillata fin dalle categorie inferiori, creando una continuità di metodo che si riflette poi nelle prestazioni delle squadre a tutti i livelli.
La delegazione bianconera è stata accolta con entusiasmo dai tifosi americani, segno dell’espansione globale del brand Juventus. “È importante rappresentare il calcio italiano nel mondo”, ha concluso Tudor. “Portiamo con noi non solo la nostra storia, ma tutto il movimento calcistico italiano che merita di essere valorizzato a livello internazionale”.